Direttiva UE 2024/1500: parità rafforzata

#crearevalore
pgG

La Direttiva UE 2024/1500 segna un passo importante nel rafforzamento degli strumenti europei contro le discriminazioni di genere.
Non introduce solo nuovi principi, ma punta soprattutto a rendere più efficaci quelli già esistenti, stabilendo standard minimi per il funzionamento degli organismi per la parità — gli enti incaricati di promuovere l’uguaglianza tra donne e uomini, in particolare nel lavoro.

L’obiettivo è renderli più solidi, più autonomi e più incisivi.
La direttiva prevede infatti maggiore indipendenza da governi e influenze politiche, più autonomia organizzativa ed economica, risorse adeguate e personale specializzato. Inoltre rafforza il loro ruolo operativo: questi organismi potranno assistere concretamente le persone che subiscono discriminazioni, offrendo consulenza, supporto legale e, dove previsto, anche psicologico.

Un altro punto centrale è il coordinamento con le norme europee sulla parità retributiva e sulla riduzione del gender pay gap, così da rendere più coerente e integrato il sistema di tutela.

 

Cosa cambia davvero per le organizzazioni

Quando la direttiva sarà recepita, anche in Italia gli organismi per la parità dovranno diventare più visibili e accessibili, con maggiori poteri di indagine e intervento nei casi di disparità di trattamento, salario o crescita professionale. Saranno inoltre tenuti a pubblicare relazioni periodiche sullo stato della parità, contribuendo a rendere strutturale il monitoraggio delle disuguaglianze.

Ma il punto più rilevante non è solo istituzionale. È sistemico.

La parità di genere non è più solo un tema di tutela individuale: è un elemento strutturale della sostenibilità aziendale.

 

Stato attuale in Italia

Ad oggi la direttiva non è ancora formalmente vigente nel diritto italiano. È stata delegata al Governo per il recepimento tramite decreto legislativo nell’ambito della Legge di delegazione europea 2024 e lo schema di decreto è attualmente in esame parlamentare.

Il termine fissato dall’Unione Europea per l’adeguamento è il 19 luglio 2026: oltre quella data, in caso di ritardo, potrebbe essere avviata una procedura di infrazione.

In sostanza, non siamo ancora nella fase applicativa, ma siamo già nella fase strategica. Ed è qui che le organizzazioni più lungimiranti iniziano a muoversi.

 

Il nostro approccio Lean

Per noi la parità di genere non è un adempimento normativo, ma un elemento strutturale di sostenibilità organizzativa.

Attraverso il percorso di Certificazione del Sistema di Gestione per la Parità di Genere, accompagniamo le aziende nell’implementazione di modelli organizzativi che tutelano e promuovono l’equità, contribuendo a costruire ambienti di lavoro più inclusivi e competitivi.

Il tema oggi è attualissimo: le nuove generazioni lo considerano un requisito di base. Reputazione, attrazione di talenti, sviluppo della leadership e credibilità sul mercato passano sempre più dalla capacità di dimostrare politiche concrete di inclusione.

Non è una scelta accessoria, è uno dei fondamenti della competitività contemporanea.

Grazie alla nostra esperienza supportiamo le organizzazioni nello sviluppo di una cultura aziendale fondata su uguaglianza e inclusione, migliorando il benessere delle persone e, insieme, la solidità e la sostenibilità dell’impresa nel tempo.

Torna a Magazine